Chi arriva a Sesto Fiorentino per la prima volta spesso non sa che questa città ha un legame antico e profondo con la ceramica, in particolare con la porcellana. È qui che, dal Settecento, ha sede una delle manifatture più importanti della storia italiana del settore, ed è qui che, ancora oggi, la tradizione artigianale della lavorazione dell'argilla continua a essere viva e praticabile.
La Manifattura Richard Ginori di Doccia
La storia comincia nel 1735, quando il marchese Carlo Ginori fonda nella tenuta di Doccia, oggi frazione di Sesto Fiorentino, una manifattura di porcellana destinata a diventare tra le più importanti d'Europa. Nel corso dei secoli l'azienda ha attraversato diverse fasi — dalla fusione con la Richard di Milano, da cui il nome Richard Ginori, fino alle collaborazioni novecentesche con grandi designer come Gio Ponti — mantenendo sempre il legame con il territorio di Sesto Fiorentino.
Il Museo della Manifattura Ginori
Oggi la storia di questa produzione si può ripercorrere al Museo Ginori, che custodisce una delle collezioni di ceramica e porcellana più significative d'Italia: servizi da tavola, oggetti decorativi, sculture in porcellana che raccontano quasi tre secoli di evoluzione stilistica, dal gusto barocco settecentesco fino al design del Novecento. Per chi ha un minimo di interesse per l'arte applicata e il design, è una tappa che vale la deviazione rispetto ai soli itinerari fiorentini.
Un artigianato che si può ancora provare
La tradizione ceramica di Sesto Fiorentino non è rimasta confinata al passato industriale della grande manifattura: in città e nei dintorni sono attivi laboratori artigianali dove è possibile avvicinarsi alla lavorazione dell'argilla anche solo per curiosità, con corsi pensati sia per chi vuole un'esperienza occasionale sia per chi desidera approfondire tecniche più specifiche come il tornio o la decorazione a mano.
Un'esperienza da vivere anche in vacanza
Chi soggiorna a Casa di Gera e cerca un'attività diversa dal solito, magari per una mattinata di pioggia o semplicemente per cambiare ritmo rispetto alle escursioni sul Monte Morello, può trovare nei corsi di ceramica artigianale della zona un modo autentico di entrare in contatto con la storia e la manualità di questo territorio — un'esperienza che, non a caso, è disponibile su richiesta anche direttamente legata alla fattoria didattica della struttura.
Perché la ceramica racconta l'identità di Sesto Fiorentino
In molte città italiane il passato industriale è rimasto confinato ai musei o è scomparso del tutto, sostituito da altre vocazioni economiche. A Sesto Fiorentino, invece, il legame con la ceramica e la porcellana continua a essere parte dell'identità cittadina: lo si respira nei nomi delle vie, nella presenza del museo, nei laboratori artigianali ancora attivi e persino nelle iniziative culturali che periodicamente celebrano questa tradizione. È un patrimonio che va oltre il valore turistico, e che rende la città un caso particolare nel panorama toscano, spesso associato più alla pittura e alla scultura rinascimentale che alle arti applicate.
Un'attività adatta anche a chi non ha mai lavorato l'argilla
Molti dei corsi e delle esperienze artigianali disponibili nella zona sono pensati proprio per chi si avvicina per la prima volta alla lavorazione della ceramica, senza richiedere competenze pregresse: un'occasione diversa dalle solite attività turistiche, che permette di portarsi a casa non solo un ricordo fotografico ma un piccolo oggetto realizzato con le proprie mani, magari da conservare come souvenir autentico del soggiorno a Sesto Fiorentino.
La ceramica di Sesto Fiorentino, insomma, non è solo un capitolo da manuale di storia dell'arte: è un filo che collega il passato industriale della città al presente artigianale, ed è uno degli aspetti che rendono questa zona diversa dai soliti itinerari turistici della provincia fiorentina.
Scopri la Sesto Fiorentino della ceramica
Da Casa di Gera puoi facilmente raggiungere il centro di Sesto Fiorentino e il suo museo della ceramica, per poi tornare a rilassarti nella quiete della casa colonica con vista uliveto.